Xiaomi in affanno a causa della carenza di componenti

In pochi mesi Xiaomi ha conquistato la vetta dei maggiori produttori in Italia e in molti altri paesi. Rilasciando sempre nuovi modelli, il brand cinese sembrava progredire inesorabilmente verso la vetta del mercato mondiale al punto da infastidire Samsung, al primo posto da tanti anni. L’azienda sembrava quasi intoccabile e inarrestabile. Tuttavia, come per i concorrenti, la carenza di componenti si fa sentire.

È così che l’azienda ha registrato, nel terzo trimestre del 2021, la crescita più lenta da giugno 2020. Durante una call con gli investitori, Xiaomi segnala ancora un aumento dell’8,2% di anno in anno che le ha permesso di generare vendite di 78 miliardi di yuan nel periodo di tre mesi in questione (luglio, agosto, settembre). Ciò equivale all’incirca a 10,9 miliardi di euro.

Crollano i guadagni

Il vero segnale critico però riguarda l’utile netto del gruppo che è crollato dell’84% rispetto allo scorso anno, arrivando a 788,6 milioni di yuan (ovvero poco più di 109,8 milioni di euro). Come scrive Bloomberg, ciò segue una perdita di investimento pari a 3,5 miliardi di yuan. L’agenzia americana segnala che altri operatori di mercato hanno sofferto di fenomeni simili a causa di un rallentamento dell’economia cinese.

C’è da dire che la Cina è in prima linea di fronte alla mancanza di componenti. “Abbiamo affrontato una certa pressione nel terzo trimestre”, ha detto agli investitori il presidente di Xiaomi Wang Xiang. Ritiene inoltre che questa crisi “continuerà nel quarto trimestre, ma comincerà ad attenuarsi nel 2022”.

Un periodo difficile

Xiaomi ha visto la sua attività di vendita di smartphone di punta indebolirsi. Infatti, oltre alla mancanza di componenti, l’azienda deve anche affrontare una forte concorrenza verso la fine dell’anno. Nel terzo trimestre del 2021, Apple ha ripreso il secondo posto grazie all’iPhone 13 mentre i cinesi hanno registrato un calo del 4,6% nelle spedizioni di telefoni.

Citando gli analisti di Citgroup, Bloomberg cita anche la concorrenza di Honor in Cina, che si è rilanciata a pieno nel mercato degli smartphone dopo il crollo di Huawei. 

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