Il Roaming in UE è un successo: verrà prorogato fino al 2032, con migliorie per gli utenti

Sembrano lontanissimi i tempi in cui utilizzare il proprio smartphone all’estero voleva dire spendere cifre considerevoli per una manciata di minuti e GB di dati: eppure sono passati “solo” 4 anni dall’introduzione del Roam Like At Home, che ha completamente rivoluzionato gli spostamenti e le telecomunicazioni all’interno dell’Unione Europea.

Era il 2017, infatti, quando l’Unione Europea ha abolito i costi di roaming, introducendo le norme che hanno permesso ai cittadini europei di sentirsi “a casa” anche al di fuori del proprio paese d’origine.

E dall’introduzione della regolamentazione Roam Like At Home, infatti, è diventato possibile utilizzare minuti, SMS e (una parte dei) Giga inclusi nella propria offerta anche in paesi esteri appartenenti all’Unione Europea.

In teoria, tali regolamentazioni scadrebbero nel 2022, ma la Commissione Europea ha già proposto il rinnovo per altri dieci anni, con delle novità interessanti per utenti e telco.

Salvo sorprese, quindi, almeno fino al 2032 continueremo ad essere liberi dai costi di roaming, con ulteriori migliorie rispetto agli standard attuali.

Stessa velocità e qualità del servizio

Secondo i dati dell’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro in merito, il 33% dei cittadini europei ha dichiarato di aver navigato ad una velocità inferiore rispetto al proprio paese di origine e il 28% riporta di essersi connesso ad uno standard di rete inferiore rispetto a quello di casa (3G invece di 4G).

Le nuove regolamentazioni mirano proprio a risolvere questi problemi, imponendo alle telco di garantire ai cittadini la stessa velocità e qualità del servizio di cui godono in patria, salvo disponibilità delle reti.

Questo si applica (in parte) anche per il 5G: la Commissione Europea richiede infatti che i consumatori siano informati chiaramente in merito a possibili limitazioni relativi alla qualità della rete quando utilizzano determinate applicazioni e servizi.

Trasparenza sui “servizi a valore aggiunto”

Con il Roam Like At Home non sono previsti costi aggiuntivi per le chiamate, che vengono tariffate esattamente come nel proprio paese d’origine (in altre parole, potete utilizzare i “minuti gratis” del vostro piano). Tuttavia, questo non si applica per i cosiddetti “servizi a valore aggiunto”, che possono prevedere dei costi aggiuntivi, a addebitati in maniera poco trasparente per il consumatore. Per “servizi a valore aggiunto” si intende ad esempio l’assistenza clienti di alcune banche o compagnie assicurative, ma anche ai numeri per il televoto e altro ancora.

Secondo il suddetto sondaggio dell’Eurobarometro, il 10% dei cittadini europei ha dichiarato di aver ricevuto un addebito per una chiamata ad un numero verde all’estero; inoltre, un altro 10% ha lamentato che tali numeri (spesso legati a servizi al cittadino) fossero bloccati.

La nuova regolamentazione prevede nuove norme che tutelano il cittadino da addebiti indesiderati: l’operatore dovrà comunicare chiaramente quali sono i numeri che prevedono un costo aggiuntivo; inoltre, all’arrivo in un altro paese, il consumatore dovrà ricevere un SMS che lo informa dei potenziali servizi a costo aggiuntivo, possibilmente con un link che includa un elenco dei numeri telefonici pertinenti.

Servizi di emergenza e localizzazione

Il numero unico di emergenza europeo 112 garantisce a tutti i cittadini di poter chiamare i soccorsi in qualsiasi paese; tuttavia, la nuova regolamentazione vuole portare migliorie anche all’accesso ai servizi di emergenza.

In particolare, le nuove norme prevedono l’accesso gratuito al roaming per i servizi di emergenza, anche tramite SMS o applicazioni per smartphone.

Inoltre, la nuova regolamentazione favorisce la trasmissione della localizzazione del chiamate in caso di chiamate a numero di emergenza.

Meno costi per le telco

Oltre ai nuovi servizi per i consumatori, la nuova normativa sul roaming europeo prevede anche nuove tutele per le telco, per evitare che il costo delle nuove funzionalità ricada sugli operatori mobile, specialmente sui più piccoli.

Per questo, le nuove regole prevedono anche costi minori all’ingrosso per i gestori, ossia i costi che le telco sostengono per pagare l’utilizzo delle reti degli altri operatori.

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